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Bisogna incoraggiare l’allattamento naturale del bambino affetto da fibrosi cistica perché il latte materno è l’alimento più completo dal punto di vista nutrizionale e immunologico.
Secondo la European Society for Pediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) e della American Academy of Pediatrics (AAP) l’allattamento materno esclusivo nei primi 4-6 mesi di vita viene considerato il miglior metodo nutrizionale anche per i lattanti affetti da fibrosi cistica.
Il latte materno infatti possiede un contenuto ottimale di aminoacidi ed acidi grassi essenziali e contiene lipasi ed amilasi che possono compensare la diminuita secrezione pancreatica. Inoltre, offre degli ottimi protettori contro le infezioni in quanto sono presenti immunoglobuline, lattoferrina e il lisozima; il contenuto di taurina, necessaria per la sintesi degli acidi biliari, può, inoltre, migliorare l’assorbimento dei lipidi.
Quando non è possibile allattare naturalmente, i bambini devono essere alimentati con latte formulato. Ai bambini allattati artificialmente possono essere somministrate le comuni formule standard, affiancate all’occorrenza da supplementi di carboidrati e grassi per migliorare l’apporto nutrizionale.
Come per i lattanti sani lo svezzamento dei bambini affetti da fibrosi cistica dovrebbe iniziare tra i 4 e i 6 mesi di vita. Se il lattante mostra deficit di crescita viene valutata una dieta iperlipidica in cui possono essere utilizzate supplementazioni con formule modulari, contenenti singoli macronutrienti, da aggiungere alla miscela nutrizionale.
In alcuni casi gravi, l’alimentazione può essere realizzata mediante posizionamento di sondino naso-gastrico o attraverso confezionamento di una gastrostomia.